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TI SEI MAI CHIESTO…(seconda puntata)

16 novembre 2010

 

 

TI SEI MAI CHIESTO…

 

quali Santi sono raffigurati accanto a Santa Trofimena sulle porte della  facciata della Basilica?

a)San Cosma e San Damiano     b)Sant’Andrea e San Matteo                                          

c)San Pietro e San Paolo            d)San Giuda e San Simone

quali simboli ricorrono nell’iconografia di Santa Trofimena e cosa rappresentano?

Invia le tue risposte all’indirizzo tiseimaichiesto@hotmail.it oppure collegati al sito www.ccspompeotroiano.it e commenta l’articolo!!!

Vieni a scoprire le soluzioni al secondo incontro dal titolo “SANTA TROFIMENA, L’EVOLUZIONE DI UN CULTO” che si terrà presso la Biblioteca Comunale lunedì 22 novembre alle 18,30 e se dai entrambe le risposte esatte puoi vincere un cofanetto con tre volumi, di cui uno inedito, su Minori e Santa Trofimena.

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Le tradizioni popolari

12 marzo 2010
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a cura del prof. Luigi Di Lieto

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Un tempo il culto era antropomorfo. Si conferivano ai Santi e perfino a Dio attributi umani. Col Protettore una specie di contratto: avere garantita la buona salute, essere aiutati negli affari… in compenso partecipare a tutti i riti, offrire messe, ceri, ex voto e, perfino, donare i propri beni. Le messe solenni, i tridui, le novene, i vespri richiamavano in chiesa l’intera popolazione.

Il senso di colpa del peccatore era molto avvertito e ne sono testimonianza le espressioni timor di Dio, timorato di Dio, castigo di Dio. L’espressione più emblematica di questo sentimento era la flagellazione, praticata da predicatori dall’ortodossia esasperata che si denudavano sul pulpito e si battevano a sangue. L’ultimo di tali episodi risale alla Missione del 1908. Prosegui la lettura…

Minori, storia ed arte

Arciconfraternita del SS. Sacramento

10 marzo 2010
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di Angela Maria Lembo

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Alle spalle della maestosa Basilica di Santa Trofimena, ubicata al centro di Minori, è situata l’Arciconfraternita del SS. Sacramento, Pio Sodalizio istituito in epoca medievale. I primi documenti relativi alla sua esistenza sono ascrivibili al XVI sec., epoca in cui Minori era sede vescovile. Durante i lavori di edificazione della Basilica, costruita sui resti del precedente impianto, fu creata nel XVIII secolo una piccola chiesa ad aula unica. Il luogo deputato divenne la sede della congregazione che, nel 1920 per opera di Monsignor Ercolano Marini, venne elevata ad Arciconfraternita. Prosegui la lettura…

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I villaggi di Minori

17 ottobre 2009
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di Antonio Mammato

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Villaggio di Villamena

Chiesa dei SS Gennaro e Giuliano di Villamena

Il Villaggio di Villamena, come suggerisce il nome, rappresenta il tipico esempio di piccolo borgo rurale immerso nella pace e nella tranquillità, lontano dal frastuono e dal caos della vita moderna, caratterizzato dai colori e dai profumi dello splendido scenario dei giardini di limoni della Costa d’Amalfi. È sicuramente uno dei villaggi più antichi di Minori, il suo paesaggio non ha subito importanti variazioni nel corso dei secoli, ed è caratterizzato dalla presenza di case coloniche circondate da giardini e orti con corsi d’acqua artificiali. Prosegui la lettura…

Minori, storia ed arte

La tradizione gastronomica di Minori

17 agosto 2009
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La tradizione gastronomica di Minori

di Davide Manzi

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Tra le città della costiera amalfitana, Minori è sicuramente la più accreditata nella tradizione culinaria, poiché vanta la conservazione del più antico piatto di pasta: gli “ndunderi”.

Anticamente questi erano composti da farina di farro impastata insieme a latte cagliato con il lattice di fico selvatico, poi ridotto a palline e cotto in acqua bollente, e furono così denominati per la loro composizione molliccia. Gli ‘ndunderi oggi si preparano con un impasto di farina e ricotta, per rendere meno complicata l’esecuzione della ricetta. L’impasto va ridotto in un lungo cordone, poi tagliato a tocchetti della grandezza voluta, in seguito resi concavi dalla leggera pressione di un dito e facendoli scivolare su una grattugia, su una forchetta o su un’apposita tavoletta rigata detta “pettine”. In tal modo ogni ‘ndundero si trasforma in una conchiglia pronta ad ospitare condimento e sapore. Molto tempo dopo dal nuovo mondo arrivarono patate e pomodori e fu così più semplice impastare la farina con la purea di patate prelessate e condire la pasta con salse di pomodoro.

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