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Archivio per la categoria ‘Santa Trofimena’

A proposito dell’articolo ” I segreti di S. Febronia”

13 agosto 2011
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Con rammarico bisogna constatare come sui siti e sui blog sia facile imbattersi in numerosi articoli sulla Martire Trofimena, molti dei quali totalmente inattendibili e a dir poco imbarazzanti, scritti con superficialità e senza essere sostenuti da nessun tipo di ricerca storica o analisi scientifica.

Di seguito la risposta che per necessità e precisione è stata inviata sottoforma di commento ad un articolo pubblicato sul blog:  http://santafebronia.wordpress.com

 

A proposito dell’articolo ” I segreti di S. Febronia”

di Antonio Mammato

tutti i diritti sono riservati

Mi è sembrato quanto mai inopportuno limitarsi a pubblicare un semplice riassunto del contributo dell’Arlotta, oltre a limitarsi a citare le tesi di Gregoire. Diverso e scientificamente corretto sarebbe stato il tentativo, da parte della comunità di studiosi di Patti, di approfondire gli studi su S. Trofimena di Minori, soprattutto alla luce del ritrovamento dell’unico testimone manoscritto, studiato dal sottoscritto e pubblicato nel volume La Santa e la Città.

Se le conclusioni di Gregoire sono impeccabili, lo studio sull’unico testimone manoscritto della leggenda agiografica di S. Trofimena, oltre a dar forza alla tesi sull’artificiosità del legame tra Febronia e Trofimena, dimostra come le conclusioni dell’Arlotta, riportate passivamente da Basilio Caporlingua, risultano alquanto forzate.

Diversamente da quello che si evidenzia con una mal celata soddisfazione nell’artiocolo in questione bisogna invece constatare la disarmante approssimazione dell’approccio degli studiosi ed eruditi pattesi alla documentazione d’archivio minoresi. Tale approssimazione, unita alla leggerezza con cui viene analizzato il contesto culturale, religioso, sociale all’interno del quale nasce e si sviluppa la tradizione agiografica sulla figura della Martire Trofimena, influisce sulla credibilità delle teorie dell’Arlotta e sulla professionalità di coloro che interpretano male i suoi studi. Un’argomentazione così formulata non raggiunge certo l’obbiettivo prefissato, mirato al “capovolgimento dell’esile leggenda minorese”, come la definisce l’autore.

Oltre a proporre una ricostruzione degli eventi storici molto discutibile, nell’articolo in questione si arriva addirittura a mettere in discussione la tradizione religiosa locale, sottolineando un passaggio che evidenzia la scarsa preparazione dello scrittore:  ”oltre a non essere la ragazza uccisa a Patti e trasportata dal mare sulla spiaggia di Minori per essere trovata da una lavandaia, [Santa Trofimena] non è la Santa che i Minoresi venerano ma le ossa ritrovate, le prime tra i tanti sepolcri, da un pastaio, tale Gioacchino Farace, nel 1793, dopo 1500 anni, durante i lavori di ristrutturazione della Cattedrale”.

Se ormai sembra un’acquisizione più che consolidata la tesi sull’artificiosità dell’identificazione di Trofimena con Febronia, risulta quanto mai errato e scientificamente inappropriato mettere in discussione la storicità del culto di S. Trofimena e la reale presenza delle sue reliquie nella città di Minori, senza tra l’altro proporre argomentazioni fondate su una solida analisi del contesto storico – agiografico altomedievale; un contesto storico in cui il culto conobbe un importate diffusione in buona parte dell’Italia meridionale, come dimostrano le tracce lasciate dalla tradizione agiografica minorese nei martirologi e nei libri liturgici medievali.

Definire “esile” il culto di Trofimena, consolidato da oltre 1300 anni di storia, dimostra una superficialità imbarazzante nella conduzione degli studi, un’impreparazione preoccupante non colmata dall’analisi dei principali contributi storiografici pubblicati negli ultimi trent’anni.

Il codice agiografico Inventio et Translatio S. Trophimae seu Trophimenae (B.H.L. 8317-8318), da poco riportato all’attenzione degli studiosi, congiuntamente agli studi di Massimo Oldoni, è uno dei tanti elementi legato alla presenza sul territorio della Costa d’Amalfi del corpo della Martire già nell’Alto Medioevo; un fattore che sicuramente determinò l’elevazione a diocesi nel 987.

Per dimostrare l’inattendibilità delle tesi pubblicate basta far riferimento ai dati desunti dalla documentazione minorese, in particolar modo le relazioni ad limina dei vescovi, nelle quali si fa esplicito riferimento al severo divieto e all’impossibilità di tumulare i defunti all’interno della cappella dedicata alla Martire, differentemente dalle altre cappelle, provviste di botola per l’accesso al cimitero sottostante. Di conseguenza le reliquie ritrovate dal Farace nel 1793 non possono che essere quelle di S. Trofimena

Sarebbe quindi opportuno rivedere tali teorie e magari approfondire gli studi sulla documentazione a disposizione. Considero un grave errore mettere in discussione la tradizione storico-religiosa e agiografica minorese, basandosi semplicemente su semplici supposizioni non supportate da un’adeguata analisi. 

Inviterei pertanto gli amministratori del blog, e tutti coloro che scrivono recensioni o saggi ad essere molto cauti quando affrontano argomenti storico-agiografici così delicati. Il rischio, infatti, è quello di cadere in errore o scrivere delle sciocchezze.

Vedo che sul blog sono pubblicati alcuni miei contributi, tra l’altro tratti dal sito del Centro di Cultura e Storia di Minori senza nessun permesso, sarei però felice di contribuire alla correzione delle imprecisioni pubblicati sul presente blog, confidando nella professionalità dei suoi amministratori.

L’occasione è gradita per porgere distinti saluti,

Dott. Antonio Mammato

 

per leggere l’articolo in questione:  http://santafebronia.wordpress.com/2011/05/01/i-segreti-di-santa-febronia/.

 

Santa Trofimena

Presentazione volume “La Santa e la Città”

9 dicembre 2010
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Nella splendida cornice della Basilica di Santa Trofimena di Minori, alla presenza delle autorità, del parroco della Basilica di S. Trofimena, del Sindaco del Comune di Minori, il Centro di Cultura e Storia “Pompeo Troiano” ha presentato il volume dal titolo “La Santa e la Città: Santa Trofimena e Minori. Problemi storiografici e tradizione manoscritta”. La prof.ssa Amalia Galdi dell’Università degli studi di Salerno e l’autore del volume, dott. Antonio Mammato hanno sottoposto all’attenzione degli studiosi e del grande pubblico i risultati di un’importante ricerca storica, condotta su quello che attualmente può essere considerato l’unico testimone manoscritto dell’Historia inventionis ac traslationis et miracula Sanctae Trophimenis, un manoscritto redatto in scrittura beneventana dell’XI secolo, conservato fino alla metà del ‘600 nell’archivio dell’antica Cattedrale di Minori, inviato a Roma e da quasi quattrocento anni considerato perso definitivamente. L’evento è stato preceduto dalla proiezione del documentario dal titolo “Dalla Cattedrale alla Basilica” che ha messo in luce la nascita e l’evoluzione della Dioecesi Minorensis del culto di S. Trofimena.

Santa Trofimena

Il codice agiografico vallicelliano

9 dicembre 2010
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Il codice agiografico di S. Trofimena: una recente acquisizione storiografica.

di Antonio Mammato

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Al di là della devozione popolare, S. Trofimena rappresenta per Minori e per l’intera Costa d’Amalfi l’origine e il fulcro della propria identità civile e religiosa. Essa fu infatti, patrona dell’interno Ducato fino al 1208, anno in cui furono traslate ad Amalfi le reliquie dell’apostolo Andrea. Le vicende narrate nella sua leggenda agiografica hanno rappresentato la fonte principale per altre cronache altomedievali. In mancanza di fonti documentarie idonee questo tipo di documenti rappresentarono i punti di riferimento per gli storici e gli eruditi locali per la ricostruire delle vicende storiche legate all’origine e all’evoluzione delle città della Costa d’Amalfi. Prosegui la lettura…

Santa Trofimena

La leggenda agiografica di S. Trofimena

9 dicembre 2010
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La leggenda agiografica di S. Trofimena

di Antonio Mammato

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La fonte principale della leggenda agiografica di S. Trofimena è rappresentata  dal testo dal titolo Historia Inventionis ac Traslazioni et miracula Sanctae Trofimenis, redatto in scrittura beneventana e conservato in un codice databile ai primi decenni del X secolo. L’autore purtroppo anonimo, stando agli studi di Massimo Oldoni, potrebbe essere un presbitero di origine minorese o, più verosimilmente, longobarda . Fino al 1658 il codice era conservato nell’Archivio Vescovile di Minori, anno in cui l’erudito scalese Giovanni Battista d’Afflitto lo inviò all’Ughelli che ne trascrisse il testo, pubblicandolo nella sua Italia Sacra , contribuendo in modo determinante alla perdita definitiva di quello che fu sicuramente il tesoro più prezioso dell’allora consistente archivio vescovile . Prosegui la lettura…

Santa Trofimena

Santa Trofimena Patrona di Minori e della Costa d’Amalfi

9 dicembre 2010
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di Antonio Mammato

Tutti i diritti riservati


La Costa d’Amalfi, detta “Divina” per le sue ineguagliabili bellezze paesaggistiche, è bagnata dal mare per tutta la sua estensione. Proprio dal mare i suoi abitanti, fin dalle origini, hanno tratto ricchezza e fortuna.
A tutti è noto il ruolo svolto dai mercanti amalfitani nei primi secoli del medioevo, lo sviluppo commerciale del Ducato d’Amalfi tra IX e XIII secolo, infatti, permise loro di occupare una posizione di primo piano nell’articolato panorama politico, economico e istituzionale dell’Italia Meridionale. Fu proprio nei secoli di maggior splendore che le città della Costa d’Amalfi riuscirono a dotarsi di quel grande patrimonio di reliquie di santi e di martiri, in onore dei quali innalzarono imponenti monumenti.
Tra le diverse leggende agiografiche che arricchiscono il panorama storico-religioso amalfitano, la più antica e suggestiva è sicuramente quella che ha come protagonista S. Trofimena e la città di Minori. Più volte in passato è stato sottolineato come l’origine e lo sviluppo della città sia strettamente legata alle reliquie della Martire siciliana, un elemento sottolineato già nel Settecento dal principale storico minorese: Pompeo Troiano.

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Santa Trofimena

Presentazione del volume “La Santa e la Città: Santa Trofimena e Minori. Problemi storiografici e tradizione manoscritta”.

21 novembre 2010
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Centro di Cultura e Storia “Pompeo Troiano”

Presentazione del Volume

La Santa e la Città:

Santa Trofimena e Minori. Problemi storiografici e tradizione manoscritta.

Domenica 28 Novembre

Ore 19,00

Basilica S. Trofimena

Domenica 28 novembre, alle ore 19:00, nella Basilica di Santa Trofimena di Minori, il Centro di Cultura e Storia “Pompeo Troiano” presenterà il volume dal titolo “La Santa e la Città: Santa Trofimena e Minori. Problemi storiografici e tradizione manoscritta”.

Lo studio scientifico nasce dal ritrovamento di un documento importante per la città di Minori. Il codice manoscritto dell’XI secolo, recante il titolo Historia inventionis ac traslationis et miracula Sanctae Trophimenis, conservato fino alla metà del ‘600 nell’archivio dell’antica Cattedrale di Minori, inviato a Roma e pubblicato nell’Italia Sacra, non fu più restituito.

Grazie all’impegno dei giovani studiosi del Centro di Cultura e Storia “Pompeo Troiano”, l’antico codice è stato ritrovato e dopo quattrocento anni simbolicamente tornerà a Minori. Gli studi inediti sulla leggenda agiografica di Santa Trofimena, fino ad oggi basati esclusivamente sulla ricca tradizione a stampa, a partire dal ritrovamento dell’unico testimone manoscritto aprono nuovi scenari ed approfondimenti consentendo la rielaborazione di teorie e tesi formulate in passato oltre la possibilità di aprire a nuove prospettive e approfondimenti di carattere storico – religioso.

Durante la presentazione, in occasione del I Centenario dell’elevazione a Basilica della chiesa di Santa Trofimena, verrà proiettato un documentario a cura di Angela Lembo dal titolo: “Dalla Cattedrale alla Basilica”, che illustra tutte le fasi della vita e dell’evoluzione dell’istituto ecclesiastico minorese. L’evento sarà accompagnato dall’esibizione del trio di fiati della Scuola di Musica Comunale “Vittorio Cammarota” di Minori.

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