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La Basilica di S. Trofimena

15 marzo 2010

 

di Antonio Mammato

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 La chiesa di Minori emerge con forza e slancio dall’oscurità della storia intorno alla metà del IX secolo e per più di mille anni ha dato lustro e onore a questa città e l’intera Costiera Amalfitana. Le prime testimonianze relative al fervido sentimento religioso risalgono all’839, anno in cui il principe longobardo Sicardo trafugò le reliquie di S. Trofimena.
Mancano, tuttavia, notizie precise circa la composizione demografica, religiosa e sullo sviluppo urbano della città per i primi secoli dell’altomedioevo, ma è quasi certo che buona parte del centro urbano si sviluppasse nella zona collinare di Forcella.

Solo successivamente, con l’arrivo delle  reliquie, si registrò un graduale spostamento del centro urbano verso la zona costiera. Le mutate condizioni fecero dell’ecclesia Sanctae Trophimenis, le cui normali funzioni liturgiche erano officiate dal clero bizantino, il fulcro attorno al quale si sviluppò e crebbe la città di Minori.

Per maggiori informazioni contattare il Centro di Cultura e Storia “Pompeo Troiano”

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