Santa Trofimena, patrona di Minori
Santa Trofimena, patrona di Minori
di Antonio Mammato
La Costa d’Amalfi, detta “Divina” per le sue ineguagliabili bellezze paesaggistiche, è bagnata dal mare per tutta la sua estensione, e proprio dal mare i suoi abitanti fin dalle origini hanno tratto ricchezza e fortuna.
A tutti è noto il ruolo svolto dai mercanti amalfitani nei primi secoli del medioevo, mercanti abilissimi che con i loro traffici commerciali riuscirono ad occupare un ruolo fondamentale nel panorama economico e politico dell’Italia Meridionale.
Fu proprio nei secoli di maggior splendore del Ducato indipendente che essi riuscirono a dotarsi di quel grande patrimonio di reliquie di santi e di martiri, in onore dei quali gli abitanti della Costa innalzarono imponenti monumenti.
Tra le diverse leggende agiografiche che arricchiscono il panorama storico-religioso amalfitano, la più antica e suggestiva ha come centro la città di Minori, che dal mare ha ricevuto il dono più grande: le spoglie mortali della vergine e martire siciliana Trofimena. Più volte in passato è stato sottolineato come la storia di Minori sia strettamente legata al corpo della martire siciliana. Il culto e la religiosità a Minori, pur presentando alcuni elementi in comune con gli altri centri della Costiera, si sono sviluppati in un’unica direzione, o meglio verso un’unica persona: S. Trofimena. Il legame che unisce il popolo di Minori alla Santa Patrona è molto profondo e nonostante la durata più che millenaria è quanto mai vivo. Un legame che ha sempre condizionato lo sviluppo e la crescita civile, sociale oltre che religiosa della città di Minori.
È lecito, infatti, affermare che lo stesso sviluppo urbano della città sia stato fortemente condizionato dalla presenza sul territorio delle sacre spoglie: se nei primi secoli del medioevo, infatti, il centro urbano si sviluppava sulle colline a nord, luogo sicuro e facile da difendere dalle incursioni delle popolazioni barbare dell’età tardo-antica, a partire dal VII-VIII secolo, in concomitanza con l’arrivo delle reliquie di S. Trofimena, lo sviluppo del tessuto urbano si è progressivamente spostato a valle, intorno alla chiesa eretta in suo onore.
La fonte storica dalla quale è possibile cogliere tutti questi dati è rappresentata dall’agiografia medievale scritta in suo onore. Autore di questa mirabile opera fu un anonimo sacerdote di Minori che nei primi decenni del X secolo redasse una cronaca dal titolo Historia Inventionis ac Traslazioni et miracula Sanctase Trofimenae. Scritta in caratteri longobardi e divisa in tre capitoli, l’Historia rappresenta l’unica vera fonte dalla quale è possibile cogliere le notizie relative al ritrovamento del corpo della martire, alle diverse traslazioni operate nel corso dei secoli e ai miracoli da essa operati.
Un racconto che prende avvio dalla narrazione delle vicende legate al ritrovamento del corpo della santa sulla spiaggia di Minori per opera di una donna del paese, recatasi presso la foce del fiume Reginna per lavare i suoi panni, per poi continuare con l’esposizione degli avvenimenti che ebbero come protagonista il principe beneventano Sicardo, procacciatore di reliquie per la chiesa di Benevento, che nel 838 nell’invadere e conquistare la città di Amalfi sottrasse al popolo di Minori il corpo della santa. Solo dopo la sua morte, avvenuta dopo quasi un anno, il 13 luglio dell’839 S. Trofimena fece ritorno a Minori.
Come è stato giustamente più volte notato l’autore non fornisce tutta una serie di importanti informazioni, come per esempio la data esatta del ritrovamento, la tradizione popolare ha successivamente fissato nel 640 d.C. l’anno del miracoloso ritrovamento, notizia confermata dal più importante storico di Minori Pompeo Troiano. Nulla sappiamo degli anni della sua fanciullezza, le uniche informazioni sono riportati dai versi scolpiti sull’urna di marmo contenente i suoi resti mortali, da essi si apprende che la fanciulla Trofimena subì il martirio per opera dei pagani e trovò la morte per sfuggire ai genitori siciliani; il suo corpo trovò pace nelle acque del mare, chiuso in un’urna di marmo e guidata da un angelo scelse come sua dimora terrena la città di Minori.
Le lacune presenti nell’Historia vengono colmate in età moderna, grazie anche alle accurate ricerche demoscopiche dell’umanista Quinto Mario Corrado, ricerche che si conclusero con la realizzazione di un’opera agiografica, condivisa e approfondita dallo studioso pattese Proto nel 1605.