di Luigi Di Lieto
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All’epoca della Magna Grecia, due fiumi che scorrevano in due valli contigue e che i colonizzatori chiamavano Reghinna, dettero nome agli abitanti che sorsero sulle loro sponde, cui –per esigenze pratiche- venne aggiunto l’aggettivo MINOR e MAIOR.

Nel tempo i due paesi persero il sostantivo e sostantivarono l’aggettivo. La natura provvida, per compensare Reginna Minor della sua “minorità”, l’avvolse in un affettuoso abbraccio montano, due colline, Torre e Torello, le assicurarono un clima di straordinaria mitezza che ha dovuto offrire ai nativi il dono dell’accoglienza cordiale di chi arriva da altri lidi. La cosa giustifica un antico detto: S. Trofimena vo’ bene e’ furastieri!
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Minori, storia ed arte
Luigi Di Lieto, Minori, storia arte e monumenti, tradizioni Minori
I riti della settimana Santa ed i battenti
a cura di Angela Lembo
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A Minori le celebrazioni liturgiche della Settimana Santa sono fortemente legate alla tradizione dei Battenti. Vestiti di bianco e cinti da una rozza corda di canapa, mentre un semplice cappuccio copre il loro volto, anticamente erano dediti alla pratica della flagellazione per l’espiazione dei peccati. Col tempo l’antica usanza della punizione corporale è scomparsa lasciando spazio alle litanie e ai canti che annunciano la Passione e Morte del Signore. Minori è l’unico paese che conserva intatta la vera tradizione dei “canti della Settimana Santa” in Costiera Amalfitana.
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La Settimana Santa
battenti, Minori, Pasqua, settimana Santa, storia arte e monumenti